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La nuova definizione di PMI
«Le microimprese e le piccole e medie imprese (PMI) costituiscono il motore dell’economia europea. Sono una fonte essenziale di lavoro, generano spirito imprenditoriale e innovazione nell’UE e sono quindi essenziali per favorire la competitività e l’occupazione. La nuova definizione di PMI, entrata in vigore il 10 gennaio 2005, rappresenta un importante passo verso il miglioramento dell’ambiente operativo delle PMI e ha lo scopo di promuovere l’imprenditorialità, gli investimenti e la crescita. La definizione è stata elaborata dopo ampie consultazioni con le parti interessate coinvolte e ciò prova che l’ascolto delle PMI è un elemento fondamentale per la realizzazione efficace degli obiettivi di Lisbona»
Günter Verheugen
Membro della Commissione europea responsabile per le Imprese e l’industria
La nuova definizione è il risultato di approfondite discussioni fra la Commissione, gli Stati membri, le organizzazioni imprenditoriali e gli esperti, nonché di due consultazioni aperte su Internet.
I cambi introdotti riflettono gli sviluppi economici generali verificatisi dal 1996 e una crescente consapevolezza degli ostacoli specifici che devono affrontare le PMI.
La nuova definizione è più adeguata alle varie categorie di PMI e tiene meglio conto dei vari tipi di rapporti tra le imprese. Essa aiuta a promuovere l’innovazione e a favorire le partnership, garantendo al tempo stesso che i programmi pubblici si concentrino solo sulle imprese che hanno realmente bisogno di assistenza.
La nuova definizione introduce tre diverse categorie di imprese, ciascuna delle quali corrisponde a un tipo di rapporto che si può stabilire tra imprese. Questa distinzione è necessaria per elaborare un’immagine realistica della situazione economica di un’impresa ed escludere quelle che non sono vere e proprie PMI.
In generale, la maggior parte delle PMI sono autonome poiché o sono completamente indipendenti o hanno una o più partecipazioni di minoranza (ciascuna inferiore al 25 %) con altre imprese.
Se questa partecipazione non supera il 50 %, si considera che il rapporto è tra imprese associate. Al di sopra di questo tetto, le imprese sono collegate.
A seconda della categoria nella quale rientra la vostra impresa, dovrete eventualmente inserire i dati di una o più altre imprese al momento di calcolare i vostri valori. Il risultato di questo calcolo vi consentirà di verificare se rientrate nelle soglie finanziarie e di effettivi stabilite dalla definizione.
Le imprese che superano queste soglie perdono la loro condizione di PMI.
Il primo passo per ottenere la qualifica di PMI è essere considerati un’impresa.
Secondo la nuova definizione, un’impresa è «ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica».
La formulazione non è nuova e riflette la terminologia utilizzata dalla Corte di giustizia delle Comunità europee nelle sue decisioni. Il suo formale inserimento nella raccomandazione fa sì che la portata della nuova definizione di PMI sia ora chiaramente precisata. In tal modo possono essere considerati imprese i lavoratori autonomi, le imprese familiari, le partnership e le associazioni che esercitano regolarmente un’attività economica.
Il fattore determinante è l’attività economica, non la forma giuridica.
Una volta che avrete verificato di essere un’impresa, dovrete definire i valori della vostra impresa
secondo i seguenti tre criteri:
- EFFETTIVI
- FATTURATO ANNUO
- TOTALE DI BILANCIO
Il confronto dei vostri dati con le soglie stabilite per i tre criteri vi consentirà di determinare se siete una microimpresa, una piccola o una media impresa.
È opportuno notare che, mentre è obbligatorio rispettare le soglie relative agli effettivi, una PMI può scegliere di rispettare il criterio del fatturato o il criterio del totale di bilancio. L’impresa non deve soddisfare entrambi i criteri e può superare una delle soglie senza perdere la sua qualificazione.
La nuova definizione offre questa possibilità di scelta poiché il fatturato delle imprese commerciali e di distribuzione è per sua stessa natura più elevato che non nel settore manifatturiero. Offrendo l’opportunità di scegliere tra questo criterio e quello del totale di bilancio, che rappresenta il patrimonio totale dell’impresa, si garantisce che le PMI attive in diversi settori di attività economica siano trattate in modo equo.
Come mostra la tabella a pagina 14, la categoria delle microimprese, delle piccole e delle medie imprese comprende imprese che impiegano meno di 250 persone e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni di Euro.
All’interno di questa categoria le piccole imprese sono definite come imprese che impiegano meno di 50 persone e il cui fatturato annuo o totale di bilancio non supera i 10 milioni di euro.
Le microimprese sono definite come imprese che impiegano meno di 10 persone e il cui fatturato annuo o totale di bilancio non supera i 2 milioni di euro.
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Le definizioni di Impresa
Si considera impresa ogni entità, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un'attività economica.
PMI
Alla categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) appartengono
le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di
euro e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.
Piccola Impresa:
All'interno della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa un'impresa che occupa meno di 50
persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di
euro.
Micro Impresa:
All'interno della categoria delle PMI, si definisce microimpresa un'impresa che occupa meno di 10
persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di
euro.
Grande Impresa:
Alla categoria grande impresa appartengono le imprese che occupano più di 250 persone, il cui
fatturato annuo supera i 50 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di
euro.
